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L’occasione per riflettere sulle carenze del sistema carcerario italiano, sull’emergenza suicidi e sulle opere di prevenzione. A Modena tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 quattro i detenuti che si sono tolti la vita.

CASTELFRANCO EMILIA (Modena) – Stress, turni senza orari, pressioni dentro e fuori l’istituto. Non sono certamente semplici le condizioni in cui, quotidianamente, si trovano a lavorare gli agenti di polizia penitenziaria. Lo ha sottolineato il Comandante della casa circondariale di Modena nel corso della cerimonia per il 208° anniversario della fondazione del Corpo. L’occasione per illustrare gli obiettivi raggiunti nel corso del 2024 nonostante una forte carenza di organico che riguarda sia la casa di reclusione di Castelfranco ma anche e soprattutto il carcere di Modena, dove mancano una cinquantina di poliziotti a fronte di una presenza di ben 570 detenuti, 200 in più rispetto alla capienza regolare. Problema ben noto, quello del sovrannumero che, insieme a carenze strutturali ed igienico sanitarie, ha portato a diverse situazioni di emergenza e criticità, in particolare tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, periodo drammatico per il carcere di Modena con 4 decessi tra i detenuti, oltre ad aggressioni ed incendi nelle celle. Ben 48 i tentati suicidi sventati nel 2024 grazie all’intervento del personale.

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