L’Ance Emilia-Romagna denuncia rincari ingiustificati su derivati petrolchimici e altri materiali come l’acciaio. Chiesto l’intervento del governo. Si temono effetti sui cantieri Pnrr in corso di realizzazione.
MODENA – In conseguenza della guerra in Iran ad aumentare ora non sono solo i carburanti, ma anche i prezzi delle materie prime. Il primo campanello d’allarme suona per il settore delle costruzioni. A dirlo è l’Ance Emilia-Romagna sottolineando come questo possa rappresentare una variabile impazzita che potenzialmente può incidere sull’andamento dei cantieri Pnrr in corso di realizzazione e la cui tempistica è dettata da una rigida tabella di marcia.
I RINCARI – “Numerose le segnalazioni giunte da parte delle imprese del territorio” sottolinea il presidente Maurizio Croci in una nota spiegando che “i rincari sono del tutto ingiustificati” e riguardano non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri materiali come l’acciaio, a cui poi si aggiungono gli aumenti dei costi di trasporto.
LA RICHIESTA – Gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime insomma sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia. Per questo Croci, presidente di Ance Emilia-Romagna, chiede al governo un intervento urgente per ridurre l’incremento dei prezzi di tutti i materiali. Se le imprese si dovessero trovare da sole ad affrontare la crisi in atto c’è il rischio che molti cantieri si fermino, una situazione già vista all’indomani dell’invasione russa in Ucraina.