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A gestire l’emergenza sono impegnati anche i geologi di Unimore; grazie ai droni a infrarossi garantiscono il monitoraggio costante sullo smottamento.

BOCCASSUOLO DI PALAGANO (Modena) – La conta dei danni sarà fatta alla fine, una volta che la frana avrà terminato la sua inesorabile corsa, ma ora bisogna affrontare l’emergenza. Dopo lo stato di crisi firmato dalla Regione, il sindaco di Palagano Fabio Braglia chiede il riconoscimento dello stato di calamità nazionale e risorse per ricostruire strade, case danneggiate e infrastrutture: ci sono linee elettriche e sistemi idrici coinvolti. Nel frattempo il fiume di fango continua a muoversi verso il Dragone.

Alessandro Corsini è professore di Geologia Applicata a Unimore; l’università fin dall’inizio lavora a fianco di Comune, enti locali e Protezione Civile ed è impegnata ad aggiornare gli scenari e a monitorare il movimento del terreno, e questo anche grazie a droni a infrarossi capace di scandagliare la frana dall’interno e in profondità.

Dalla grande frana del maggio-giugno del 1939, sono stati una quindicina gli eventi franosi significativi che hanno colpito il territorio di Boccassuolo-Palagano ma è tutto l’Appennino Settentrionale ad essere caratterizzato da numerosissimi fenomeni di dissesto idrogeologico.

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