Operazione scattata poco dopo le 8 con gli agenti della polizia locale. Alle famiglie sarà offerta la possibilità di trasferirsi in un campo regolare. La decisione è stata presa dopo l’incidente di sabato scorso in zona Crocetta provocato da un ventenne di quel campo e costato la vita all’89enne Antonietta Berselli.
MODENA – Il sindaco Mezzetti lo aveva detto nei giorni scorsi: per il campo di San Matteo serve una soluzione strutturale e definitiva. E questa mattina la soluzione è arrivata. Polizia locale in azione già dalle 8 di questa mattina sotto il viadotto dell’alta velocità per rimuovere roulotte e camper abusivi che da anni stazionavano nell’area. Fino all’ultimo ieri sera si è cercato un accordo per un trasferimento volontario, delle famiglie dal campo, ma non tutti hanno deciso di andarsene. E così è scattata l’operazione coordinata dalla Prefettura.
L’INCIDENTE – Da lì infatti provenivano i quattro giovani rom che sabato scorso fuggendo dai carabinieri si scontrarono contro la Lancia Y su via Nonantolana a Modena uccidendo Anotonietta Berselli di 89 anni, che viaggiava insieme alla figlia. Una tragedia che ha riacceso i riflettori sull’’insediamento illegale da anni al centro di polemiche. “Occorre ripristinare la legalità” aveva detto il sindaco Massimo Mezzetti partecipando ai funerali della vittima alle camere ardenti di Baggiovara.
L’ANOMALIA – Un fatto di cronaca che ha riacceso i riflettori sul campo nomadi di via Canaletto. Parliamo di un insediamento abusivo, mai censito come micro area dal comune, dove staziona un nucleo familiare di origine slava che si trova in quel punto dopo un provvedimento giudiziario. Il giudice infatti aveva scelto quello come domicilio per arresti domiciliari di uno dei componenti della famiglia. Una situazione ai margini della legalità ormai da dieci anni, come avevamo documentato lo scorso settembre con le nostre telecamere. Oltre ai diversi episodi di attraversamenti pericolosi dei residenti del campo rom, con automobilisti di passaggio che fanno di tutto per non investirli spesso facendo incidenti, si somma la situazione di assoluto degrado dall’altra parte della strada, sempre sotto alla Tav, diventata una discarica a cielo aperto.