La famiglia di Daniela Ruggi resta in attesa di riscontri sul ritrovamento di resti umani in una torretta diroccata a Vitriola di Montefiorino. Abbiamo incontrato Deborah De Cicco, avvocato difensore del fratello di Daniela, Alberto. “Serve la massima cautela, i contorni non sono per nulla chiari” – ha detto.
MODENA – Un momento di apprensione e di angoscia. Così sta vivendo Alberto Ruggi le novità che riguardano la sorella Daniela. A parlare è il suo avvocato difensore Deborah De Cicco, secondo la quale occorre essere molto cauti sui ritrovamenti di resti umani all’interno di un casolare abbandonato a Vitriola di Montefiorino. Da una prima analisi non emerge alcuna certezza che quei resti possano effettivamente essere di Daniela, scomparsa ormai 15 mesi fa. La famiglia inoltre non è stata ancora chiamata per la prova del DNA. A trovarli il primo giorno dell’anno sono stati due escursionisti che hanno aperto la porta di questa torretta diroccata a poche centinaia di metri dal centro del paese. Un luogo conosciuto da tutti in zona, torre Pignone, quasi un simbolo a Vitriola, perlustrato per ben sei volte dai Carabinieri.