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La Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia-Romagna ha riconosciuto l’archivio dell’azienda Chiarli come bene di interesse storico nazionale. Un unicum nel settore vitivinicolo che custodisce oltre un secolo di documenti sulla produzione del Lambrusco e sulla storia economica e sociale del territorio

CASTELVETRO – (Modena) – L’azienda Chiarli ha festeggiato oggi il conferimento, da parte della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia-Romagna, della notifica di interesse storico nazionale all’archivio che testimonia l’operato dell’azienda fin dagli anni ’60 dell’Ottocento. Una memoria plurisecolare della coltivazione e produzione del Lambrusco, passata di generazione in generazione. È stata ufficialmente conferita, da parte della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia-Romagna, la notifica di interesse storico nazionale all’archivio dell’azienda Chiarli: una prima volta nel campo delle aziende vitivinicole.

Elena Stefani, soprintendente archivistico e bibliografico dell’Emilia-Romagna: “Una giornata importante per noi, perché riconosce il valore dei nostri archivi e la loro capacità di testimoniare la storia del territorio emiliano-romagnolo e delle sue eccellenze.”

Fabrizio Trisoglio, responsabile scientifico della Fondazione AEM: “Oggi viene riconosciuto un patrimonio documentale di grande rilievo per l’Italia, che racconta non solo la storia di un’azienda, ma anche l’evoluzione del settore vitivinicolo e del tessuto economico e sociale.”

La rilevanza dell’archivio dal punto di vista socio-economico è confermata dalla presenza di documenti che spaziano dall’agronomia alla cultura del vino, dall’amministrazione alla gestione industriale. Beatrice Pellini, Galleria Chiarli: “Questa giornata rappresenta un traguardo fondamentale per la nostra azienda e per la memoria storica del territorio emiliano-romagnolo, che da sempre è legato alla tradizione del vino.”

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