Gino Covili e San Francesco. L’incontro dell’artista pavullese con la figura del santo è una delle pagine più profonde dell’opera del pittore degli antieroi, degli esclusi, cantore dell’Appennino e della sua gente. “Gli antieroi di Covili” è il titolo del libro di Federico Sciurpa che ha dato origine ad uno spettacolo, un reading con musica, andato in scena prima nei luoghi francescani e nei giorni scorsi a Pavullo, il paese di Covili
PAVULLO NEL FRIGNANO (MODENA) – Gino Covili e San Francesco. L’incontro tra l’artista pavullese e la figura del santo rappresenta una delle pagine più profonde dell’opera del pittore degli antieroi, degli esclusi, cantore dell’Appennino e della sua gente. “Gli antieroi di Covili” è il titolo del libro di Federico Sciurpa che ha dato origine a uno spettacolo, un reading con musica, portato in scena prima nei luoghi francescani e poi a Pavullo, il paese di Covili. Per Gino Covili parlano le opere: immagini forti, cicli pittorici che dalle genti dell’Appennino agli esclusi arrivano fino alla figura di San Francesco. Ma a raccontare il segno lasciato dall’artista nell’arte italiana del secondo Novecento sono anche le parole. Dal libro di Federico Sciurpa, autore che ha conosciuto e frequentato Covili, è nato uno spettacolo che unisce lettura, musica e racconto. Il reading è stato presentato nelle terre francescane in Umbria in occasione dell’ottocentesimo anniversario del Santo ed è poi tornato a Pavullo, all’Aeroporto civile. “Gino Covili. Cristo mi hai ascoltato. Francesco, un’altra storia” è il titolo dello spettacolo scritto e curato da Federico Sciurpa, con le letture di Franca Lovino, il commento musicale di Claudio Mattioli e la partecipazione di Vladimiro Covili. Un viaggio tra arte, memoria e spiritualità che ripercorre il rapporto profondo tra Covili e San Francesco. La traccia del progetto resta il libro di Sciurpa, che in copertina propone una delle opere più iconiche dell’artista pavullese, “L’ultimo covone”, simbolo di un mondo fatto di lavoro, dignità e umanità.