I dazi di Trump ora sono realtà, scatteranno domani per tutti i prodotti italiani ed europei. In caduta la Borsa di Milano, in rosso di due punti. In allarme tutte le eccellenze agroalimentari, dal parmigiano al prosciutto, dal lambrusco al balsamico.
MODENA – La mano pesante di Trump è arrivata. Dazi per tutti, in quello che il presidente Americano definisce il Liberation day. Così dal paese simbolo del libero mercato si apre ora una nuova era all’insegna del protezionismo. Per l’Europa i dazi arrivano fino al 20% su tutti i prodotti, ad eccezione delle auto dove la tariffa sale al 25%. Cina e India le più penalizzate con il 34 e il 26%. La Gran Bretagna si ferma alla tariffa base del 10%. La reazione dei mercati non tarda ed è subito negativa: la Borsa di Milano ha aperto con un forte ribasso, in difficoltà i titoli bancari e le aziende maggiormente esportatrici. Colpito maggiormente il settore dell’automotive. Tra i prodotti più esportati oltre oceano quelli dell’agroalimentare per un valore salito a 70 miliardi di euro. In particolare per il vino si stima un mancato introito di 323 milioni l’anno. Il lambrusco vede a rischio il 20% del suo export, essendo quello americano il mercato principale. Preoccupazione anche dal Consorzio del parmigiano reggiano.
Dazi che, come abbiamo sentito, possono fare davvero male ai nostri prodotti più rinomati. Tra questi c’è il parmigiano reggiano, che ha negli Usa il primo mercato estero, come conferma in questo servizio il presidente del Caseificio 4 Madonne di Lesignana.
E sono gli stessi cittadini americani ad essere preoccupati per i dazi: anche i prezzi degli amati prodotti enogastronomici cresceranno. Questa mattina abbiamo incontrato Jeff Michaud, chef americano con un ristorante a Philadelphia, mentre stava accompagnando un gruppo di turisti americani a Modena. Eccolo al nostro microfono