La replica del Presidente Michele de Pascale: “Difendiamo la scuola pubblica e diciamo no alla riduzione di 17 autonomie scolastiche”.
BOLOGNA – Il Consiglio dei ministri ha commissariato l’Emilia-Romagna, oltre a Toscana, Umbria e Sardegna, per il dimensionamento scolastico. Il Governo ha infatti fissato tra gli obiettivi Pnrr quello di ridurre le reti scolastiche. In pratica all’Emilia-Romagna viene chiesto di tagliare 17 autonomie, cioè togliere alle scuole 17 presidi. L’Emilia-Romagna però, dicono il presidente Michele De Pascale e l’assessora all’istruzione Isabella Conti, è molto più virtuosa rispetto ai parametri richiesti a livello nazionale, con un dirigente ogni 994 alunni contro l’obiettivo di uno ogni 938. In base a questi numeri la nostra regione dovrebbe avere più presidi, invece il Governo chiede di passare dalle attuali 532 autonomie scolastiche a 515, un taglio che per la Regione mette seriamente a rischio qualità ed efficienza dei plessi. La riduzione, dice la regione, è stata decisa senza trasparenza e senza un vero confronto: “Colpire una Regione che ha rispettato le regole -dice De Pascale- significa rinunciare all’obiettivo dell’efficienza per produrre ingiustizia. Significa accettare scuole da duemila studenti dove ragazze e ragazzi diventano numeri e non persone, e dove il diritto all’istruzione perde significato”. Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna si erano opposte al ridimensionamento degli istituti non varando il piano regionale ma chiedendo il ritiro del taglio e l’applicazione coerente dei criteri nazionali. Difendere la scuola pubblica- concludono de Pascale e Conti- non è una battaglia amministrativa ma una scelta morale per l’uguaglianza, la coesione sociale e il futuro del Paese”.