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El Koudri, lo sfogo della sorella in un vocale: “Non esistono parole per spiegare il nostro dolore”

salim el koudry

Carmen, residente nel bolognese, in un audio di cinque minuti spiega l’incredulità di fronte al gesto del fratello Salim. “Non abbiamo capito che qualcosa è cambiato in lui”

SALA BOLOGNESE (Bologna) – “Impossibile trovare delle parole giuste”. Inizia così lo sfogo di quasi cinque minuti affidato a una nota vocale da Carmen El Koudry, sorella di Salim. “Non esiste una parola giusta che possa descrivere quanto ci dispiace, ogni pensiero è rivolto ai feriti, alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all’incubo di sabato. E pensare che l’abbia causato mio fratello… non so neanche se riuscirò a guardarlo negli occhi”. Lo sfogo vira poi sul ricordo di Salim prima del terribile attacco di sabato in centro: “Mai in vita mia avrei immaginato qualcosa del genere, neppure i miei genitori, perché è sempre stato bravo, il primo della classe, perché era vero, studioso, preciso, ordinato, sempre pulito, anche in camera sua, sia lo studente che il figlio. Perfetto”. Neppure in famiglia, racconta Carmen, si era notata la gravità del suo disagio interiore: “Non abbiamo visto che qualcosa è cambiato in lui. Sì, nell’ultimo periodo abbiamo notato che era combattuto, era diverso, ma pensavamo fosse il dispiacere di non trovare lavoro a 30 anni. Mai, mai, mai avrei pensato a una cosa del genere, mai. Siamo cresciuti insieme, abbiamo vissuti insieme, non abbiamo mai avuto problemi con i vicini, in generale, con tutti, con qualunque persona che abbiamo incontrato nella nostra vita”. E ancora: “Stavamo bene, stavamo bene, non capisco cosa sia successo, non riesco a capire”. Al centro dei pensieri i feriti, diceva Carmen all’inizio, e il pensiero torna a loro: “Non facciamo altro che pensare alla signora che non potrà più camminare, alle famiglie distrutte, ma anche alle persone che hanno assistito, è orribile, è orribile, io non riesco ad immaginare quanto possa essere doloroso. Mi dispiace, non sarà mai abbastanza, mai, mai, mai”.

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