Compagni di scuola a Bomporto, dove l’attentatore di sabato viene ricordato come “il secchione, bravissimo in matematica, e un ragazzo simpatico”. La componente del carattere: “Estremamente razionale”
BOMPORTO (Modena) – Nelle ultime ore è emersa l’incredulità di chi conosceva Salim El Koudri fin dall’infanzia, assieme alla disperazione per il terribile gesto compiuto sabato in centro. Il ragazzino timido e bravo a scuola dei tempi delle medie a Bomporto risulta, oggi, irriconoscibile ai loro occhi.
L’incredulità è totale anche a cinque giorni di distanza. Gli amici d’infanzia non lo riconoscono, né dalle foto né – ovviamente – nel gesto folle e brutale che ha compiuto sabato. Per i compagni di scuola Salim El Koudry era il secchione da “dieci” in matematica, che fuori frequentavano poco perché da Bomporto se ne tornava a Ravarino. Un amico l’ha ricordato come quello che l’aveva preso in simpatia, accomunato da un vissuto segnato dal bullismo. Perché, gli chiedono, hai fatto del male a persone che non avevano colpe? Sapendo che quasi certamente non avranno risposta. Si chiedono, gli amici di allora, se fosse ancora lui: irriconoscibile, anche di persona, agli occhi di un altro compagno di scuola che lo aveva incontrato di recente.
Nessuno tenta un’apologia, nessuno minimizza. Semplicemente, non capiscono. E dubitano che Salim sia stato educato in un contesto ultra religioso.
Infine c’è il tema del razzismo, emerso nelle mail di El Koudry. Anche Raham è un ragazzo di seconda generazione, classe ’95 come El Koudri. Pure lui laureato, oggi infermiere. “Il razzismo c’è” spiega. “Acceca, generalizza”. Ed emerge solo in determinate circostanze.