Partecipata assemblea pubblica al teatro di Medolla sulla crisi della Vantive, dove lavorano 500 persone. Il fondo americano Carlyle ha annunciato la messa in vendita, la comunità si sente tradita ma non ci sta e fa quadrato: “Qui la storia del biomedicale, a rischio il futuro del distretto”.
MEDOLLA (Modena) – Se il distretto biomedicale è quello che oggi tutti conosciamo, ovvero il primo polo in Europa nel settore dei dispositivi medici ed uno dei più importanti al mondo, lo dobbiamo alla nascita, nel 1962, dell’allora Dasco di Mario Veronesi, poi acquisita da Gambro e, dopo vari passaggi, divenuta Vantive, lo stabilimento di Medolla che il fondo Carlyle vuole vendere. Un pezzo di storia nella storia di un territorio: un territorio che oggi si dice disposto a tutte le azioni possibili per difendere la continuità produttiva del sito.
Dopo lo sciopero con presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, a Medolla è stata la volta dell’assemblea pubblica, alla quale la Regione non ha voluto mancare.
La strada da seguire è tracciata, ma il futuro rimane incerto. E tra i lavoratori, oltre 500 quelli occupati nello stabilimento di Medolla, permane grande preoccupazione.