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Stupore ed incredulità a Sassuolo dopo l’arresto di Abu Rawwa, il 52enne ritenuto una figura di spicco in un’organizzazione che raccoglieva fondi per Hamas. Con lui in manette altre 8 persone in tutta Italia, tracciati versamenti per oltre 7 milioni.

SASSUOLO (Modena) – Nel palazzo di via Montale, periferia di Sassuolo, tutti si sono stupiti quando hanno visto arrivare la polizia salire al terzo piano del civico 21 e scendere dopo un’ora insieme ad Abu Rawwa, il marocchino 52enne che da anni abita li insieme alla moglie e tre figli maschi. “Una persona molto cordiale, bravissima – dicono gli inquilini – mai un movimento sospetto, mai visto nulla di strano”. Eppure per gli inquirenti Abu Rawwa è il referente per il Nord Est dell’associazione benefica per il popolo palestinese attraverso la quale sarebbero stati dirottati all’organizzazione terroristica Hamas ingenti somme di denaro, oltre 7 milioni di euro. Il 52enne residente a Sassuolo, in Italia con regolare permesso, è tra i 9 arrestati nell’operazione della Digos e della Guardia di Finanza di Genova. Le accuse sono associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico. I fondi sulla carta destinati alla popolazione di Gaza finivano, secondo chi indaga, nelle mani di Hamas. A Sassuolo Abu Rawwa era molto conosciuto, ben inserito nella comunità islamica, un piccolo imprenditore autonomo molto attivo tra connazionali. Chi lo conosce da tempo parla di un bravo predicatore, profondamente motivato dal dramma della popolazione di Gaza, eppure per la polizia sarebbe una figura di spicco della rete per il finanziamento ad Hamas. Ad incastrarlo ci sono, oltre ad anomali movimenti di denaro, alcune intercettazioni telefoniche, in particolare una del 2024 quando al suo interlocutore che gli chiede notizie sulla raccolta per la resistenza lui risponde di parlare solo di auti umanitari. In tutto, sottolinea la Procura, è stato sequestrato denaro contante per un milione e 80 mila euro, trovato non solo nella sede dell’associazione ma anche nelle residenze delle persone indagate, In un caso, circa 560 mila euro, erano stati nascosti in un vano ricavato in un garage a Sassuolo.
In manette a Bologna è finito Ryad Jaber conosciuto come lo sceicco. Si spostava dalla Norvegia, dove risiede, all’Italia. Secondo la procura genovese, un’articolazione italiana di Hamas. A Bologna era di passaggio, doveva tenere una serie di sermoni in varie città italiane ed era atteso nei giorni scorsi a Modena.

Sulla vicenda nel pomeriggio è intervenuta la comunità islamica di Sassuolo esprimendo la ferma condanna ad ogni forma di terrorismo e “confermando – si legge in un comunicato – la piena fiducia nel sistema giudiziario italiano e nelle istituzioni che lo governano. Desideriamo ribadire con fermezza – prosegue la nota – che non è mai stata promossa né accolta alcuna raccolta fondi destinata ad Hamas. Ribadiamo – conclude la comunità islamica sassolese – i nostri valori di pace, convivenza e fratellanza tra i popoli e ci mobilitiamo a sostegno di chiunque necessiti aiuto nel rispetto della dignità umana”.

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