L’auto guidata dal ventenne e inseguita dai Carabinieri si è schiantata contro una Lancia Y uccidendo l’89enne Antonietta Berselli
MODENA – E’ prevista per lunedì mattina l’udienza di convalida del fermo per il 20enne alla guida dell’auto che, sfuggendo ad un controllo dei carabinieri, si è schiantata contro una Lancia Y con a bordo madre e figlia. L’anziana, Antonietta Berselli, 89 anni, è morta poco dopo l’arrivo in ospedale. La figlia, 58enne, ha riportato ferite non gravi ed è stata dimessa in giornata. I carabinieri hanno fermato 3 persone delle 4 a bordo dell’Alfa 159 che ha provocato la tragedia e sono sulle tracce del quarto passeggero. Il ventenne ora in carcere, che era alla guida, non aveva mai conseguito la patente. Pesanti le accuse a suo carico: omicidio stradale aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e omissione di soccorso. I fatti ricostituiti dai carabinieri: l’Alfa Romeo che percorreva via Nonantolana non si è fermata ad uno stop cominciando un folle zig zag tra le auto in coda mentre i carabinieri la inseguivano, precisa la Procura in una nota, a “rilevante distanza”. L’Alfa, bruciando un semaforo rosso e procedendo contromano verso via Albareto si è scontrata frontalmente con la Lancia Y con a bordo madre e figlia. Un impatto violentissimo, in una strada in quel momento affollata. Gli occupanti dell’Alfa hanno abbandonato l’auto, sono scappati a piedi lungo le vie limitrofe inseguiti dai carabinieri. I militari sono riusciti a bloccarne tre, uno di questi nella vicina via Mar Caspio. “Stavamo tornado da una vista al cimitero di Albareto dove risposano i nostri cari – ci ha raccontato fuori dal microfono la figlia – in quel momento eravamo molto tranquille , stavamo ridendo e commentando il festival di Sanremo, poi improvvisamente lo schianto. Cosa provo per quei 4 ragazzi? – ha aggiunto la donna – loro non sono nei miei pensieri”. Sul fatto interviene anche il sindaco Massimo Mezzetti esprimendo vicinanza alla figlia della vittima e soddisfazione per l’operato dei carabinieri. “Un’auto guidata da criminali- scrive il primo cittadino – che con il loro comportamento hanno causato morte e determinato paura e apprensione nella zona coinvolta”.