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Mal’aria, la Regione migliora. Ma Modena resta maglia nera

L’Emilia-Romagna rischia di trovarsi fuorilegge quando entreranno in vigore i nuovi limiti europei nel 2030. Lo evidenzia il rapporto di Legambiente. La situazione più critica si registra proprio nella nostra città, che dovrà ridurre del 29% il Pm10 per rientrare nei nuovi parametri.

MODENA – La maglia nera in assoluto va a Palermo, seguita da Milano, Napoli e Ragusa, tutte sopra le sessanta giornate oltre i limiti nel 2025. Ma nella classifica delle 13 città italiane fuorilegge, figura anche Modena, dove gli sforamenti giornalieri di polveri sottili PM10 registrati dalla centralina di via Giardini raggiungono quota 40, a fronte di un massimo di 35 consentiti: il dato peggiore in Regione. A dirlo è il nuovo rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, che fotografa lo stato della qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani. Nel nostro Paese lo smog, in generale, diminuisce, considerato che l’anno precedente le città che avevano superato i limiti erano state ben 25. Ma la strada per cambiare davvero rotta, pur segnata, appare ancora piena di ostacoli. Se, infatti, i nuovi limiti europei del 2030 sulla qualità dell’aria fossero già in vigore oggi, sempre monitorando le sole PM10, sarebbe fuorilegge il 53% delle città. Il dato più preoccupante – sottolinea Legambiente – è la lentezza con cui molte città stanno riducendo le concentrazioni di inquinanti anno dopo anno e Modena rientra proprio tra quelle che rischiano concretamente di non raggiungere l’obiettivo mantenendo l’attuale ritmo di riduzione. Riduzione che in città c’è stata, perché nel 2024 i giorni di sforamento dei limiti erano stati ben 52. In generale, il bacino padano resta una delle aree più critiche a livello europeo per la qualità dell’aria. Il report dedica un focus a questo territorio, da cui emerge che mentre un tempo le massime criticità si concentravano nelle grandi città, oggi piccoli e medi centri urbani e rurali risultano sempre più inquinati, anche a causa degli eccessi dell’allevamento intensivo.

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