Nelle zone dei parchi Novi Sad e XXII Aprile e attorno alle stazioni alcuni condividono la nuova linea sulla sicurezza, altri vorrebbero interventi strutturali più profondi
MODENA – Zone rosse: dopo la proroga decisa dalla Prefettura siamo andati a sentire il parere dei residenti e commercianti dei quartieri dove è stato introdotto il provvedimento.
Area tempio, a due passi da stazione dei treni, dal museo Enzo Ferrari: rientra nelle cosiddette zone rosse, il provvedimento sulla sicurezza introdotto nel novembre dell’anno scorso dalla Prefettura e prorogato fino al 15 settembre prossimo. Significa più controlli delle forze dell’ordine, daspo urbano per soggetti sospetti. Per residenti e commercianti gli effetti cominciano a sentirsi, ma, dicono, occorre fare di più.
Rossa, anzi, rossissima, l’area Novi Sad e stazione delle corriere, lo spaccio di droga è da sempre un problema; ma qui ci sono anche l’università e diverse attività commerciali e non tutti si sentono in pericolo.
Al Novi Sad i problemi reali si mescolano a una vitalità del quartiere che negli anni ha visto l’aperura di attività multietniche come questo bar ristorante turco. “Qui alla fine stiamo bene- dice il titolare -ma vorremo più pattuglie nelle ore notturne”.