A marzo del 2024 la 13enne carpigiana Arianna Giaroli morì dopo essere stata colpita dal calcio di un cavallo nel maneggio che frequentava. Per quella vicenda l’istruttrice 49enne venne indagata per omicidio colposo. Nei giorni scorsi, in tribunale, la Procura ha chiesto l’archiviazione del procedimento, ma la famiglia della ragazza si è opposta
CARPI (Modena) – I cavalli erano la sua grande passione e il maneggio di San Martino in Rio la sua seconda casa. Proprio lì, però, la sua giovane vita è stata spezzata. Arianna Giaroli, 13 anni, è morta il 7 marzo 2024 dopo essere stata colpita da un calcio di un cavallo all’interno del centro ippico. La famiglia ora si oppone alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura al giudice.
Quel giorno Arianna si trovava con “Blu”, uno dei cavalli della scuola. Secondo quanto ricostruito, la ragazzina era da sola in un tondino recintato e stava conducendo a mano l’animale quando, improvvisamente, il cavallo l’ha scalciata colpendola al volto. A lanciare l’allarme, dopo averla trovata a terra, è stata un’altra adolescente. L’istruttrice, infatti, non era presente nel momento in cui si è verificata la tragedia.
Il nodo della vicenda giudiziaria riguarda proprio la presenza o meno dell’istruttrice in quel momento. Secondo il legale della donna, una 49enne residente nel Modenese indagata per omicidio colposo, la sua presenza non sarebbe stata necessaria. Di parere opposto la famiglia di Arianna, secondo cui l’istruttrice avrebbe dovuto essere presente, considerando la giovane età della ragazza e la sua limitata esperienza, che non le avrebbe consentito di riconoscere eventuali segnali di agitazione dell’animale.
Durante l’udienza di lunedì mattina i legali della famiglia di Arianna hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione, sostenuta invece dal pubblico ministero e dall’avvocato Roberto Ghini, difensore dell’istruttrice. Il gip, al termine dell’udienza, si è riservato la decisione, attesa nelle prossime settimane.