Nato a Sassuolo nel 1931, il cardinale Ruini è stato una delle figure più influenti della Chiesa italiana. Ha segnato il dibattito pubblico sui grandi temi etici e sociali del Paese
ROMA – Si è spento all’età di 95 anni il cardinale Camillo Ruini, una delle figure più influenti della Chiesa italiana degli ultimi decenni. Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, Ruini ha segnato profondamente il rapporto tra il mondo cattolico e la società italiana, diventando uno dei protagonisti della vita ecclesiale e pubblica del Paese.
Dopo gli studi liceali a Modena e la formazione presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, fu ordinato sacerdote nel 1954. La sua carriera ecclesiastica lo portò progressivamente ai vertici della Chiesa italiana, fino alla nomina a presidente della Conferenza Episcopale Italiana, incarico ricoperto dal 1991 al 2007. Nello stesso periodo fu anche Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma.
Considerato il principale punto di riferimento dell’episcopato conservatore, Ruini ha avuto un ruolo determinante nel ridefinire la presenza pubblica dei cattolici nella vita politica e culturale italiana. Celebre una sua frase, pronunciata in risposta alle accuse di eccessiva ingerenza della Chiesa nel dibattito pubblico: «Meglio criticati che irrilevanti».
Nel corso degli anni è intervenuto su alcuni dei temi etici più discussi del Paese. Nel 2005 sostenne la strategia dell’astensione in occasione del referendum sulla fecondazione assistita, mentre successivamente assunse posizioni molto nette sui casi di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby, diventati simbolo del confronto sul fine vita in Italia.
Molto vicino a papa Giovanni Paolo II e poi a Benedetto XVI, Ruini è stato spesso considerato una figura di grande peso anche negli equilibri politici nazionali. Negli ultimi anni non aveva rinunciato a intervenire nel dibattito pubblico, esprimendo valutazioni sulla situazione politica italiana e sui pontificati più recenti.
Le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi mesi. Dopo un ricovero per problemi renali avvenuto lo scorso autunno, era tornato nella sua abitazione, dove ha continuato a essere assistito fino agli ultimi giorni.