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A Modena città il 63% ha votato contro la riforma Nordio. In controtendenza l’Appennino, dove ha vinto il “sì” in tutti i comuni. Esulta il Comitato modenese per il No: “Un messaggio per il Governo”.

MODENA – Il “no” alla riforma della giustizia vince anche in Emilia-Romagna con una forbice di 14 punti, più che doppia di quella nazionale, e in provincia di Modena dove il divario raggiunge i 16 punti, con il “sì” votato dal 42,14% e il “no” dal 57,86. Un risultato nettissimo e che in parte ricalca quello delle elezioni amministrative 2024, anche se questa volta il centrosinistra non ha votato completamente compatto con una parte dello stesso Partito Democratico orientata per il sì, tuttavia ampiamente sconfitto. Ed è simile anche la ripartizione geografica del voto, con il sì vincente in tutti i comuni dell’Appennino dove spicca il 72,6% di consensi a Fiumalbo. Quanto al “no”, il comune in cui vince più largamente è Nonantola dove il 65,4% dei votanti ha scelto di bocciare la separazione delle carriere nella giustizia proposta dal Governo; seguono San Cesario sul Panaro, dove ha votato “no” il 65% abbondante, e Ravarino, 63,7, quarta Modena con il 63,25% dei “no” – percentuale, come detto, quasi identica a quella che portò all’elezione del sindaco Massimo Mezzetti.

Esulta il comitato modenese per il No: “Ha vinto la costituzione”. “I cittadini ne sono custodi” sottolinea il sindaco Mezzetti. Il Pd va all’attacco: “Un messaggio al governo Meloni”. Ascolta qui il servizio

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