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Diluiti, mese per mese, come gocce in un oceano da 40 milioni di euro l’anno: così avrebbe agito la dipendente di aMo, agenzia che oltretutto non ha mai destato sospetti poiché capace, di presentare sempre bilanci in attivo regolarmente approvati dal consiglio comunale.

MODENA – Cinquecentomila euro diluiti in almeno sessanta mesi, nascosti nei caricamenti massivi dei bonifici effettuati dall’Agenzia per la Mobilità, quasi irrilevanti in un bilancio mediamente assestato sui 40 milioni di euro: un piano astuto, senza dubbio, messo in atto in una struttura piccola, appena dieci dipendenti, stretta a sua volta tra le necessità di asciugare i bilanci il più possibile. Una malversazione sistematica in un ambiente confidenziale, questo il quadro che emerge a carico della dipendente infedele secondo i dirigenti di aMo. L’ex presidente Stefano Reggianini, da circa un anno al vertice dell’agenzia, venne a sapere dal direttore Daniele Berselli che in una videata da oltre 40 bonifici ce n’erano 2 che non quadravano. Bonifici camuffati modificando banali PDF, singole righe su centinaia e centinaia, lo 0,2% degli importi complessivi contenuti in sei anni di bilanci. Tutto svolto in segreto nell’ufficio della porta accanto. In tutto questo i bilanci passavano al vaglio del Consiglio Comunale senza destare sospetti, sempre caratterizzati – nonostante gli ammanchi – da un confortante segno “più”. Incluso l’ultimo, nel quale aMo “sconta” l’intera somma sottratta.

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