ATERSIR ha ricevuto dall’agenzia nazionale ARERA il nuovo piano finanziario che “tiene conto di rincari energetici e rinnovi dei contratti”. Comuni e sindacati protestano: “Servono incentivi per i cittadini virtuosi”
MODENA – La tariffa puntuale non fa sconti, anzi, aumenta il costo dei rifiuti per i cittadini della provincia di Modena con un rincaro medio dell’8%. L’agenzia nazionale ARERA ha definito il PEF – piano economico-finanziario – puntando a coprire coi pagamenti dei cittadini il 100% del costo del servizio; ATERSIR, agenzia regionale per i rifiuti, ha incassato la brutta notizia e l’ha riferita ai sindaci in un consiglio locale piuttosto concitato nel quale dodici primi cittadini hanno votato contro e tre si sono astenuti. Pochi, pochissimi, gli entusiasti. Per i sindaci alzare i tributi locali è sempre una beffa, una forbice che ha all’altro capo i costanti tagli ai fondi nazionali. È di questo parere Caterina Bagni, presidente territoriale di ATERSIR e al tempo stesso sindaco di Soliera, che vede nel rincaro della tariffa rifiuti un problema politico oltre che economico. I sindacati ad esempio protestano, riferendo a Modena città di un aumento avvenuto già lo scorso anno, di circa il 6%, pari a 16 euro annui in più a famiglia; per il centrodestra del territorio è colpa di HERA, la sua gestione un fallimento. E ATERSIR conferma: i comuni, sulle tariffe, possono incidere ben poco.