Scuola, in provincia di Modena è caccia a 1.300 docenti. Si tratta di personale che va in pensione o ha chiesto il trasferimento. Il Governo ha autorizzato 44mila assunzioni a livello nazionale: per il sindacato della Cisl si tratta dei numeri minimi necessari per aprire le scuole, ma per il reale funzionamento ne servono molti di più
MODENA – Con le ultime prove della maturità ancora in corso, le scuole sono già chiamate al lavoro per il reclutamento di docenti e personale ausiliario, tecnico e amministrativo che vengono a mancare per pensionamenti o trasferimenti. A livello nazionale sono oltre 44mila i docenti per i quali il Ministero dell’Economia ha autorizzato le assunzioni. In provincia di Modena le cattedre da coprire sono circa 1.300.
Secondo la Cisl Scuola Modena, si tratta di numeri significativi: sul territorio modenese sono circa 800 i posti vacanti per il personale docente e circa 500 quelli destinati al personale Ata, ovvero ausiliari, tecnici e amministrativi.
Un fabbisogno considerato indispensabile per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico. Negli ultimi anni, però, le immissioni in ruolo non hanno mai coperto completamente tutte le necessità: lo scorso anno si è arrivati al 97,3% delle assunzioni previste.
Il sindacato chiede quindi interventi per ridurre il fenomeno della precarietà e garantire maggiore stabilità al personale scolastico. Oltre all’organico di diritto, quello definito sulla base delle esigenze strutturali degli istituti, viene chiesta maggiore attenzione anche all’organico di fatto, cioè alle risorse realmente necessarie per il funzionamento quotidiano delle scuole.
Un tema che riguarda sia gli insegnanti sia il personale Ata, il cui contributo resta fondamentale per assicurare i servizi scolastici. A complicare il lavoro degli istituti ci sono anche i numerosi nuovi adempimenti affidati alle segreterie, chiamate a gestire procedure sempre più complesse e articolate.