Tatiana, modenese da quarant’anni, collabora con l’associazione TEFA impegnata nel mantenere i contatti. “Stanno bene” le cooperanti appena giunte nel Paese
MODENA – Pensando a casa la voce si spezza. Erano le 14.30 italiane, le 7.30 in Colombia, quando un terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito la zona tra Chocò e Cali facendo una strage, già 132 morti confermati e oltre 500 feriti, quasi tremila i dispersi. Attorno all’epicentro di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, si parla di “inferno”, in rete rimbalzano i video di palazzi collassati in un istante. Tatiana, che vive a Modena da 40 anni e lavora come cuoca alla Casa del Clero di Cognento, per farci capire la forza del sisma ci spiega che la Colombia è divisa in tre spicchi dalle montagne, e che le frequenti scosse sismiche di norma non valicano il muro delle montagne. Stavolta invece sì.
TEFA Colombia tiene i contatti tra la patria e l’Italia rassicurando anche circa le condizioni di due cooperanti modenesi, volate ieri nel Caribe – nella zona nord del Paese: le ragazze, assicura, stanno bene.
Sulla mappa interattiva lampeggiano ancora le richieste di soccorso delle persone rimaste sotto le macerie: sanitari, esercito e vigili del fuoco lavorano senza sosta. Proprio attraverso i canali di cooperazione sarà possibile, a breve, dare aiuto alla popolazione colombiana – spiega Tatiana, invitando a consultare i canali social di TEFA Colombia nei prossimi giorni.