La storia arriva dal nostro Appennino e si è risolta con l’arresto dell’uomo, colpevole di violenze e minacce di morte su una donna e sui suoi figli minori.
MODENA – Tredici anni di violenze fisiche, umiliazioni e minacce, il coltello puntato alla gola in più occasioni, anche abusi sessuali perpetrati sotto coercizione fisica e psicologica. Vittime una donna, oggi 47enne, e i suoi figli minori. Accade, purtroppo, in un comune dell’Appennino. La terribile vicenda ha avuto inizio nel 2010 e si è conclusa nel 2023 con l’arresto del colpevole, un 58enne originario del reggiano. Le violenze perpetrate sui figli in tenera età vengono definite “spietate” dagli inquirenti e includono percosse con cinture, bastoni e stampelle. E minacce di morte, pure a loro, sempre col coltello in pugno. La spirale di violenza e intimidazioni si è interrotta con la denuncia da parte della donna e l’intervento dei Carabinieri: l’uomo è stato riconosciuto colpevole dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza sessuale aggravata, la prima sentenza risale al settembre dello scorso anno, quella definitiva allo scorso febbraio. Ora l’uomo dovrà scontare 3 anni e 6 mesi di reclusione. Il provvedimento è stato eseguito ieri dai militari della stazione di Boretto, dove il 58enne risiede, che lo hanno portato in carcere.