Medici e infermieri ospiti di Trc. Abbiamo raccolto le voci degli operatori sanitari intervenuti durante l’emergenza. Una macchina che ha funzionato benissimo e che in pochi minuti ha visto sul posto medici e sanitari. Un intervento tempestivo che ha gestito emergenza, feriti e supporto umano alle famiglie coinvolte
MODENA – La prima chiamata è arrivata alle 16.50 dalla centrale operativa di Bologna, sette minuti più tardi, alle 16.57, il primo mezzo, l’ambulanza infermieristica, era già luogo della tragedia, solo cinque minuti dopo l’arrivo dell’automedica. Sulla strage del 16 maggio il sistema sanitario di emergenza urgenza ha funzionato perfettamente. In soli 14 minuti gli operatori hanno istituito un’unità di crisi, mobilitando anche due elicotteri per distribuire i feriti gravi nei centri specializzati. I feriti da gestire sono stati otto, per loro non si tratta di una maxi emergenza ma tecnicamente viene chiamato maxi evento. Quel che conta è che la grande macchina sanitaria ha funzionato benissimo. La 53enne di origini polacche, Bozena, la prima in sella alla sua bicicletta ad essere investita dall’auto di El Koudri in Porta Bologna è ancora ricoverata e le condizioni sono ancora gravi. In prima linea anche la Neurochirurgia dell’Ospedale di Baggiovara. I sanitari sono preparati anche emotivamente, ovviamente sono esseri umani e non sono medici, lo scenario di sangue e disperazione di cui quel tratto di Via Emilia è diventato teatro in pochi minuti ha colpito tutti