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Confindustria, Orsini: “Distretto ceramico, 40mila posti di lavoro a rischio per burocrazia e caro energia”. VIDEO

Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini all’assemblea annuale dell’associazione si dice preoccupato delle scelte dell’Europa e lancia un appello bipartisan per energia nucleare e rinnovabili

ROMA – Assemblea nazionale di Confindustria, il presidente Emanuele Orsini si rivolge soprattutto all’Europa per tagliare burocrazia e costi energetici a favore della competitività. Poi cita il distretto ceramico di Sassuolo: “Un eccellenza che rischia di sparire a causa delle regole europee sugli ets”. Energia troppo cara in Italia, salari ancora bassi e burocrazia lunare, sono alcuni dei temi affrontati dal presidente Emanuele Orsini all’assemblea annuale di Confindustria, dove sono intervenuti anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Orsini si è rivolto in primo luogo alle istituzioni europee per affrontare il rischio della desertificazione industriale. “Noi crediamo nell’Europa. Ma siamo molto preoccupati per le scelte dell’Unione in questi ultimi anni. Un punto su tutti: Bruxelles non ha chiaro cosa significhi competitività. Come ci ha confermato il Commissario europeo Stephane Séjourné, dall’inizio del mandato di questa Commissione, l’Europa ha perso 250mila occupati nella manifattura che si traducono in un milione di occupati in meno nell’indotto. È avvenuto perché non facciamo politiche per mantenere l’industria nel nostro Continente, al contrario la spingiamo ad andarsene e a delocalizzare. Come esempio Orsini ha citato il distretto modenese della ceramica, “una realtà che conosco bene perché è la mia terra: una delle eccellenze italiane, una produzione pulita che paga un costo dell’energia superiore del 40% rispetto alla media europea e subisce la speculazione sull’ETS. Sapete cosa significa? Che in cinque Comuni del distretto ceramico sono a rischio 40mila posti di lavoro.” Confindustria chiede quindi di sospendere il sistema ETS: “Oggi, il Continente più pulito ha il prezzo della CO2 più alto al mondo: un costo che gonfia le bollette dei cittadini e colpisce i processi industriali spingendoci fuori mercato. Per capire quanto tutto questo sia autodistruttivo, basta pensare all’automotive, con i costruttori europei costretti ad acquistare certificati di emissione di CO2 che arricchiscono i concorrenti americani e cinesi. È una vera pazzia!” . In tema energia, Orsini ha posi sollecitato le forze politiche ad affrontare la questione in modo bipastisan: “L’appello che lanciamo a tutte le forze politiche è sbloccare le aree idonee per impianti fotovoltaici ed eolici di grande taglia. Proprio quelle aree che continuano a incontrare forti resistenze a livello regionale e locale, indipendentemente dal colore politico”.

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