Il fatturato scende del 5%, export al 70%. Nel prossimo quadriennio il neo-presidente Bettelli sarà affiancato dai vice Simone Sorrentino (Surfaces Group), Paolo Mongardi (Sacmi) e Luca Bazzani (System Ceramics)
MODENA – Assemblea Acimac, i costruttori dei macchinari per la ceramica chiudono il 2025 con un fatturato di 1,73 miliardi di euro, in calo del 5% rispetto all’anno precedente, che a sua volta aveva sofferto un -23%. “Il rallentamento conferma la fase complessa che sta attraversando la filiera ceramica europea”, dice il neo-presidente dell’associazione Bruno Bettelli, con un calo degli investimenti e un aumento della competizione internazionale per un settore che esporta circa il 70% della produzione. Nel 2025 l’export dei macchinari per ceramica è diminuito del 6,9%, con crescite tra il 9 e il 16% in Nord America, Unione Europea e Medio Oriente ma forti cali in Africa, Asia ed Est Europa. E la Cina, è stato riconosciuto, non è più solo una realtà che ci copia. Per i costruttori italiani l’innovazione resta premiante: la ceramica tecnica registra un +181% ma resta una nicchia di mercato, il risultato complessivo è frutto del calo nei settori piastrelle e sanitari. Tra macchinari per stampa e formatura, miscelazione, smaltatura o cottura, gli imprenditori guardano anche alla diversificazione.