Convegno con proposte per governare il futuro del centro storico di Modena, Confcommercio chieder regole igienico-sanitarie per evitare proliferazione di mini-bar, Confesercenti lancia la petizione per equiparare la fiscalità dei negozi con quella delle grandi piattaforme del web che godono di troppi vantaggi
MODENA – Meno burocrazia per ristrutturare le case nei centri storici, nuove regole edilizie ed igienico-sanitarie per i nuovi pubblici esercizi. Le associazioni di categoria e dei piccoli proprietari immobiliari presentano le loro proposte per “governare” i cambiamenti commerciali e residenziali nel centro storico di Modena. “Quale identità per i nostri centri storici”, questo il titolo del convegno promosso da Asppi, associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari, insieme a Confcommercio e Confesercenti Modena. Rispetto al resto della città, il centro storico è diventato negli ultimi 20 anni il quartiere con l’età media più giovane e con la maggior percentuale di residenti stranieri. E’ anche il quartiere con più popolazione in affitto ma andare a vivere in centro storico non è facile: l’80% degli edifici ha più di 80 anni, in gran parte necessitano di ristrutturazioni, complicate però da vincoli urbanistici e burocrazia. Per quanto riguarda il commercio, le associazioni di categoria notano una preoccupante evoluzione: chiusure di piccoli negozi e aperture, anche improbabili, di bar e pubblici esercizi. Dalla Regione Emilia-Romagna sono in arrivo i finanziamenti per l’hub urbano di Modena, contributi per la riqualificazione edilizia e le spese di gestione delle attività. Confesercenti raccoglie firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che riconosce alle imprese del commercio, della ristorazione e del turismo un interesse pubblico e ne parifichi la tassazione con le grandi piattaforme on-line.