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Chi resta dopo un suicidio, a Formigine un gruppo di mutuo-aiuto. VIDEO

E’ il primo gruppo regionale di aiuto per familiari di persone morte per suicidio, promosso: dodici partecipanti, tra cui quattro madri, hanno condiviso dolore e senso di colpa per rompere stigma e silenzio

FORMIGINE (Modena) – Il dolore e la forza di Cristina, la sensibilità di don Federico Pigoni, il supporto dell’amministrazione comunale e di Telefono Amico, la disponibilità di un medico psicoterapeuta. Così nel 2024 nasce a Formigine, presso il centro San Francesco, il primo gruppo in Regione di mutuo aiuto di persone in lutto per un suicidio. Persone che hanno perso figli, compagni o genitori. Perché chiedere aiuto non è un atto di debolezza, perché i numeri ci dicono che è ora di sfatare tabu’ e stigma attorno ai suicidi, perché elaborare insieme il dolore per un parente o un figlio morto suicida fa meno male. La comunità cristiana e civile non può più voltarsi dall’altra parte. Un ragazzo che si suicida è un fallimento per tutti. Poi ci sono vergogna e senso di colpa, emozioni che rendono difficile farsi aiutare.

Le storie

C’è Cristina, mamma di Riccardo, poi ci sono Elena, mamma di Alessandro, Giovanna, mamma di Matteo, e Silvia, mamma di Alessandro. Sono 12 le persone che hanno partecipato lo scorso anno ogni settimana a questi incontri. Chi vuole chiedere aiuto può contattare Telefono Amico Italia al numero 02 2327 2327 oppure scrivere una mail al medico psicoterapeuta che ha condotto gli incontri filippo.sentimenti@libero.it

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