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Strage di Corinaldo, altri 6 mesi per le indagini sull’evasione di Andrea Cavallari

Il 26enne di Bomporto non ha fornito le chiavi di accesso al suo smartphone, gli inquirenti vogliono chiarire i contatti e i favoreggiamenti avuti nella fuga dell’anno scorso dopo la laurea

BOLOGNA – Un anno fa, dopo la laurea, era fuggito in Spagna anziché rientrare nel carcere di Bologna dove era detenuto per la strage, avvenuta nel 2018, alla discoteca Lanterna Azzurra di Cornaldo, insieme alla cosiddetta “banda dello spray”. Andrea Cavallari, 26 anni, originario di Bomporto, era stato poi individuato e nuovamente arrestato. Per il nuovo reato di evasione, la Procura ha ora chiesto altri sei mesi di proroga delle indagini perché i tecnici non sono ancora riusciti a sbloccare il suo telefonino, di cui l’imputato non ha fornito le password. Gli inquirenti vogliono capire quali contatti e favoreggiamenti abbia avuto il giovane per l’evasione, terminata il 17 luglio, in un hotel sulla costa Brava, dove aveva falsi documenti e ampia disponibilità di denaro. Nella tragedia di Corinaldo ci furoo 6 morti e 59 feriti, quasi tutti minorenni. Poco tempo fa Cavallari era stato anche responsabile di aver appiccato il fuoco nel carcere San Domenico di Cassino e di aver aggredito due agenti di polizia penitenziaria

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