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Tentato omicidio don Rodrigo, l’aggressore rimane in carcere. VIDEO

Il 29enne in carcere per l’aggressione al sacerdote conferma quanto già detto ai carabinieri e dice: “non avevo intenzione di ucciderlo”. Dimesso dall’ospedale don Rodrigo

MODENA –  Rimane in carcere il 29 enne arrestato per il tentato omicidio di don Rodrigo Gaviria Grajales avvenuto la mattina del 30 dicembre in via Castel Maraldo in centro a Modena. Lo ha deciso la giudice per le indagini preliminari Daniela Pianezzi che ha convalidato il fermo al termine dell’interrogatorio di garanzia. L’uomo ha confermato quanto già riferito agli inquirenti subito dopo l’arresto, di essersi pentito di quello che ha fatto e ha detto di non avere avuto intenzione di uccidere il sacerdote. Per gli inquirenti invece non ci sono dubbi sulla “volontà omicidaria” di quel gesto folle e apparentemente immotivato, quando il 29 enne dopo avere pedinato don Rodrigo per 40 minuti gli ha sferrato un colpo al collo con un coltello a serramanico, un fendente che gli ha sfiorato la carotide. Il sacerdote è stato salvato da soccorsi immediati e dai medici dell’ospedale di Baggiovara. Ha potuto nelle scorse ore lasciare l’ospedale, senza però fare rientro immediato nella chiesa di San Giovanni Evangelista dove presta servizio come viceparroco. Le indagini dei carabinieri proseguono anche se fino ad ora non sono emersi collegamenti tra la vittima e l’aggressore, cosa confermata anche da quest’ultimo. Il 29enne difeso dall’avvocato Andrea Mattioli, ha riferito di essersi sentito offeso da parole che il parroco gli avrebbe rivolto in più riprese, per questo lo avrebbe seguito fino in Pomposa e aggredito con un grosso coltello a serramanico che l’uomo ha detto di portare con sé per sentirsi più sicuro. Circostanze tutte da dimostrare anche alla luce delle condizioni psichiche dell’indagato in cura al centro di salute mentale di Carpi, determinante sarà la perizia psichiatrica che il pubblico ministero Giuseppe Amara chiederà nelle prossime ore.  Determinanti invece per l’arresto sono state le telecamere  cittadine e quelle sull’autobus della linea 6 che hanno ricostruito a ritroso tutto pedinamento al prete

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