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Si tratta del nomade che sabato 28 febbraio, fuggendo dalle forze dell’ordine alla guida di un’auto, travolse l’89enne Antonietta Berselli. Intanto la famiglia è stata spostata nei pressi del Polo 2 in via Divisione Acqui.

MODENA – E’ uscito dal carcere ed è agli arresti domiciliari il rom ventenne che il 27 febbraio scorso, nel quartiere Crocetta a Modena fuggendo ad un controllo delle forze dell’ordine travolse l’auto su cui viaggiavano Antonietta Berselli, 89 anni, insieme alla figlia. L’anziana morì poco dopo per un arresto cardiaco provocato dal violento impatto. Il tribunale di Modena, accogliendo l’istanza della difesa, gli avvocati Gianluca Scalera e Valentina Petroni, ha disposto circa un mese fa la misura cautelare dei domiciliari presso il camper dove vive la famiglia del giovane. Ora si attende la chiusura delle indagini per l’imputato che deve rispondere di omicidio stradale aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e omissione di soccorso. Ma c’è un’altra novità che riguarda la vicenda. La famiglia del ventenne, per anni insediata illegalmente sotto il ponte della Tav a San Matteo sulla Canaletto da dove partì la scorribanda che uccise l’anziana, spostata successivamente dietro la parrocchia di Sana Pancrazio ora ha un’altra collocazione in un’area di proprietà comunale nei pressi del Polo 2, in via Divisione Acqui, a Modena “Un trasferimento che è stato possibile a seguito del rilascio alla madre del permesso di soggiorno – spiega ancora l’assessora Maletti – questa famiglia vive a Modena da numerosi anni e molti minori sono nati qui, prosegue la vicesindaca”. Il trasferimento nei pressi del Polo 2 è un passaggio intermedio in attesa di una sistemazione definitiva per il nucleo famigliare in una microarea. Quel giorno sull’auto che uccise Antonietta Berselli c’erano altri tre giovani rom due dei quali minorenni, un 18enne dopo l’impatto fuggì a piedi per poi costituirsi. E’ stato denunciato a piedi libero

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