Confindustria Emilia avvia una sperimentazione per utilizzare il calore del sottosuolo negli stabilimenti produttivi e ridurre consumi ed emissioni
MODENA – Il calore che arriva dal sottosuolo può diventare una nuova risorsa per le imprese del territorio. È questa la prospettiva al centro del progetto pilota sulla geotermia di superficie promosso da Confindustria Emilia, con l’obiettivo di individuare soluzioni innovative per ridurre i consumi energetici negli stabilimenti industriali. La tecnologia utilizza la temperatura naturale del terreno, che resta stabile durante tutto l’anno, per alimentare sistemi di riscaldamento e raffrescamento attraverso pompe di calore ad alta efficienza. L’iniziativa nasce dalla necessità di affrontare una delle sfide principali per il sistema produttivo: contenere i costi dell’energia e ridurre l’impatto ambientale delle attività industriali. La geotermia di superficie viene considerata una possibile alternativa agli impianti tradizionali, perché può migliorare l’efficienza nella climatizzazione degli edifici e contribuire alla riduzione delle emissioni. Il progetto prevede un percorso di analisi e accompagnamento rivolto alle aziende interessate, con studi preliminari per valutare la fattibilità degli interventi in base alle caratteristiche degli stabilimenti e dei terreni. L’obiettivo è individuare dove questa tecnologia possa essere applicata in modo efficace e quali vantaggi possa offrire alle imprese. La sperimentazione coinvolge il territorio emiliano e punta a creare un modello replicabile per altre realtà produttive. Una strada che unisce innovazione, risparmio energetico e sostenibilità, con l’obiettivo di fornire alle aziende nuovi strumenti per affrontare le sfide della transizione energetica.