Il pilota e ironman bolognese aveva 59 anni. Una carriera leggendaria segnata da due terribili incidenti, al volante nel 2001 e sulla handbike nel 2020. A Mirandola porto il suo coraggio ai terremotati
BOLOGNA – Tutto il mondo dello sport, non soltanto motoristico, dice addio ad Alex Zanardi: il campione bolognese è scomparso all’età di 59 anni. Dopo una brillante carriera soprattutto nella Formula Indy, Zanardi aveva subìto l’amputazione delle gambe in un gravissimo incidente di pista avvenuto del 2001 e, dopo una lunga riabilitazione, aveva iniziato a dedicarsi al paraciclismo riuscendo a conquistare quattro ori e due argenti olimpici tra Tokyo e Rio de Janeiro. Negli anni successivi Zanardi era tornato in pista nel campionato prototipi, progettando un sistema di guida compatibile con la sua disabilità, e aveva ritoccato due volte il record del mondo di Ironman paralimpico, prima di soffrire un altro terribile incidente durante una gara di handbike in provincia di Siena. Da allora Zanardi era costretto a letto in condizioni gravissime. Questa mattina la notizia della morte.
LE ULTIME VOLTE A MODENA
Se n’è andato – spiega la famiglia – serenamente, circondato dall’affetto non solo dei suoi cari ma anche di milioni di fan, come quelli che andò a confortare a Mirandola nell’ottobre del 2012 dopo il terremoto assieme alla pattinatrice Carolina Kostner.
Tornò a Modena nel 2016 a presentare il libro sulla sua seconda carriera: “Volevo solo pedalare”, un titolo ammantato di quell’ironia leggera che lo legava alle sue condizioni, alle gambe perse nel 2001 al Lausitzring, un trauma che – paradossalmente – lui, Alex, visse come un’opportunità.