In base alle previsioni della Cgia di Mestre il Pil dell’Emilia-Romagna crescerà dello 0,86%, il dato più alto tra tutte le regioni italiane. Tra i motivi gli investimenti pubblici mirati a innovazione ed export
MESTRE (Venezia) – Nel 2026 a fare da locomotiva per l’economia italiana sarà l’Emilia-Romagna. Secondo le previsioni della Cgia di Mestre la nostra regione avrà la crescita economica più alta di tutte, pari a un +0,86%, davanti a Lazio, +0,78%, e Piemonte, +0,74%. I motivi del primato dell’Emilia-Romagna, secondo lo studio della confederazione artigiana, si spiegano con un mercato del lavoro più solido che altrove e investimenti pubblici mirati a favorire innovazione, sviluppo ed export. Dopo le cadute del 2025, nel nuovo anno ci si aspetta una tenuta dei settori metalmeccanico, automotive e delle biotecnologie. La crescita del pil nazionale sarà però ancora molto debole, attorno allo 0,66%, con l’aggravante che a metà anno terminerà l’iniezione dei 194 miliardi di euro che il nostro paese ha ricevuto dall’Europa col Pnrr.
Paolo Zabeo, coordinatore centro studi Cgia Mestre: “La scadenza per l’utilizzo delle risorse del Pnrr, prevista per la prossima estate, avrà un impatto rilevante. Al di là di questa particolare circostanza, il nostro Paese – analogamente a Francia e Germania – continua a manifestare difficoltà nel consolidare una crescita strutturale, prospettando così un ulteriore anno di stagnazione economica che auspichiamo possa essere l’ultimo”.
Per quanto riguarda le province, la leadership va a Varese, +1%, seguita da Bologna +0,92% e Reggio Emilia, +0,91%. Insomma ancora una volta il cuore dello sviluppo del Paese corre lungo la via Emilia: tra le prime 15 province, 6 si trovano lungo questa importante e antica arteria stradale, Ravenna e Ferrara sono nella top ten e solo Rimini è alcune posizioni più indietro.